AIUTO CONTRO L' INQUINAMENTO O PERICOLO PER LA SALUTE?
Agli inizi degli anni 2000 le norme antinquinamento sempre più stringenti e l’ introduzione dell OBD ( On Board Diagnostic) hanno obbligato le case costruttrici a ridurre sempre più le emissioni inquinanti dei motori Diesel.
Senza dilungarmi molto sulle varie norme e senza metterne in dubbio l’ efficacia generale, vorrei però porre l’ attenzione su alcuni problemi che sono sorti col tempo.
Nei primi anni 2000 fu introdotto dal gruppo PSA, il FAP.
Inizialmente non era obbligatorio,e la gente non sapeva cosa fosse, ma ricordo che venivano pubblicizzate le auto col FAP con le varie offerte, e naturalmente tutti volevano l’ auto col FAP.
Il FAP ( Filtro Anti Particolato) permette di catturare le particelle di “ fumo” che si generano dalla combustione del gasolio, grazie alla Cerina ( ossido di Cerio), che viene aggiunta automaticamente al carburante.
In seguito sono nati altri sistemi DPF (Diesel Particulate Filter), che non fanno uso della Cerina, ma il principio di funzionamento è simile.
Il problema è che il motore in realtà non fa meno fumo, ma il particolato viene accumulato nel FAP.
Quando il FAP è intasato ( all’ incirca ogni 300 o 1000Km) la centralina inizia la rigenerazione, iniettando gasolio o direttamente nello scarico tramite un iniettore supplementare, o grazie a delle post iniezioni.
La temperatura del FAP aumenta e i famigerati PM 10, cioè le polveri sottili, vengono bruciate e fuoriescono dal tubo di scarico sotto forma di nanoparticelle.
I problemi per la salute e l’ inquinamento possono essere i seguenti:
la Cerina è una sostanza tossica,
il particolato è dannoso per la salute, ma le nanoparticelle sono peggio.
I processi di rigenerazione comportano ulteriori consumi di carburante e quindi emissioni supplementari di agenti inquinanti
il FAP col tempo tende ad intasarsi sempre più spesso e le rigenerazioni diventano più frequenti, fino alla necessità della sua sostituzione e relativo smaltimento.
Dal punto di vista economico e meccanico il FAP ha creato diversi problemi, soprattutto per chi fa uso dell’ auto in città e/o con brevi percorrenze:
intasamenti frequenti, necessità di ricorrere ad un autofficina per eventuali rigenerazioni forzate tramite attrezzature di autodiagnosi o lavaggio del FAP tramite appositi prodotti
diversi casi di rottura della turbina a causa del FAP intasato
nei sistemi che usano le post iniezioni si ha una diluizione dell’ olio motore con il gasolio che trafila nella coppa, ciò obbliga a sostituire più spesso l’ olio motore
prima o poi il FAP va sostituito
Nei veicoli industriali l’ introduzione del FAP è stata successiva, ma i problemi che ha creato sono gli stessi, e in proporzione i costi sono maggiori.
Senza avere la pretesa di giudicare il lavoro fatto dalle case costruttrici per adeguarsi alle norme, vorrei però far riflettere sul fatto che questo “ aggeggio” ha creato un sacco di problemi, soprattutto a chi fa un uso cittadino dell’auto, proprio là dove la necessità di minore inquinamento è più sentita.
Quindi a mio parere il FAP non ha risolto il problema dell’ inquinamento, ma ha permesso per cosi dire di “ aggirare” le norme antinquinamento in fase di omologazione e nel momento della misurazione dell’ opacità dei gas di scarico in occasione delle revisioni periodiche.
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